Primo Maggio, benvenuta al Sud

Primo Maggio

giorno della svolta nella mia vita

Benvenuta al sud!

Tutto è nato da una scelta obbligata, contingenze serie che ti accadono forse una volta nella vita, che hanno letteralmente obbligato il mio nucleo famigliare a lasciare una casa che adoravamo, amici, una regione che ormai si frequentava da anni, e una cittadina, piccola graziosa, a tratti spocchiosa, che ci aveva ormai accolto da quasi 25 anni

Quando sei nata pesce di lago ( sono comasca) ma ami l’acqua salata, il mare è quell’elemento essenziale con i suoi odori, colori e le sue atmosfere, a cui non puoi rinunciare

Traslocare un ennesima volta, direttamente da un lato all’altro dell’Italia, nella punta più al Sud di tutto lo stivale, non è stata una passeggiata
Farlo da sola, sarebbe stato troppo semplice, una mamma quasi ottantenne, un cane/cavallo di 50 kg, e circa 1.650 km  da sciropparti in auto, sono stati i  compagni di viaggio di quest’avventura

Benvenuta al sud!

Sicilia, terra di un padre che manca come terra sotto i piedi, di colui che mi ha donato la forza e la determinazione, di prendere le avversità della vita, come occasione per migliorare se stessi
Grazie papà!

Terra d’accoglienza e di calore, di gente che regala sorrisi e saluti a te che non hai mai messo piedi in loco, capace di empatia con lo sguardo, volti bruciati dal vento e arsi dal sole

Siamo così abituati ad associare la Sicilia, con mafia e malaffare, delinquenza e povertà, che ormai non ci facciamo nemmeno più caso

Non che in Lombardia, la situazione sia poi tanto differente, sicuramente meglio mascherata, ma a dispetto di tanti che dichiarano di vergognarsi di essere italiani, l’Italia, il nord il Sud il centro, per me è e resta sempre la mia patria!

Ormai il connubio italiano mafia pizza e mandolino, dovrebbe essere desueto, ma sembra che nel mondo ci resti questo marchio sulle spalle, sebbene tante eccellenze italiane, abbiano dimostrato esattamente il contrario

Da lombarda, trasferita in Sicilia, debbo  dire che non ho trovato un abisso così esagerato
Ho trovato e vissuto più disservizi in Liguria che in Trinacria
Certo, lo stile di vita cambia, il famoso lifestyle, è decisamente differente

Ingrani una marcia diversa, non corri più come una trottolina impazzita, fra metropolitane tangenziali e autostrade sature di scatolette contenenti persone che non sorridono, se incrociano lo sguardo

Qui il massimo che mi capita come blocco stradale, è un gregge di pecore che attraversa la strada, con tanto di asinelli che nelle gerle trasportano gli agnellini!

Qui i tempi si dilatano, ti regalano quel genere di pacatezza, che non significa il dolce far nulla, anzi!
Ma tutto è più rallentato, intriso di quella particolare sicilianità che a distanza di quasi un anno ancora non sono riuscita pienamente ad adottare

L’Italia è tutta bella, non c’è che dire, abbiamo la fortuna di vivere nel paese più bello del mondo ( non mi scuso per il campanilismo) ognuna delle nostre regioni ha le sue peculiarità gastronomiche, culturali e geografiche

Mentre nel comasco, come piatto tipico abbiamo i pizzoccheri o il pan de mei , in Liguria pesto e focaccia, qui regna la diatriba fra arancine o arancini… ma in ambedue le declinazioni, la bontà è garantita!

 

Parlare di arancini e non pensare ad un siculo doc, come Camilleri, sarebbe come fare un torto ad un amico di vecchia data! 

 

 

Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa, (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano.

 




 

La bellezza del posto, non fa scomparire la nostalgia della “mia” Como, ma avendo la fortuna ogni tanto di potervi tornare, e di sentire “freddo”, la “cosa” mi fa apprezzare sempre più il clima differente, e gioviale che si respira giornalmente qui al Sud

Qui ci sono generazioni di giovani, che stanno riscattando la cattiva nomea della loro regione, si coalizzano contro le mafie, si applicano negli studi, approfondiscono tematiche con molta più volontà e determinazione, di quanto spesso non ho potuto apprezzare in ragazzi ben più benestanti che stanno al nord

Scrivere di Nord e Sud, non mi piace affatto, è come alzare una continua barriera, culturale e generazionale
Ma sino a che la volontà del cambiamento non apparterrà a ognuno di noi, e decideremo finalmente di considerarci figli dello stesso “Dio”, e non figli di un “Dio minore”; le differenze continueranno ad esistere

NOI italiani siamo portatori sani di cultura, tradizione e socialità!

Il concetto di “italianità”che contraddistingue il Belpaese da altre nazioni e culture è qualcosa di cui siamo consapevoli, ma che iniziamo veramente ad apprezzare quando ci troviamo all’estero per piacere o per lavoro. È quando si è al di là dei confini nazionali che ci si rende conto delle differenze in termini culturali che regolano la vita delle persone nei diversi momenti della giornata. Basti pensare al significato attribuito dai Paesi nordici al silenzio durante una conversazione, per noi imbarazzante, o al rispetto che viene dimostrato nel non interrompere una persona mentre parla, caratteristica sconosciuta agli italiani. La teatralità dei nostri gesti non conosce paragoni all’estero, e nemmeno i nostri discorsi intricati e dalle mille subordinate.

Siamo un popolo unico, è vero. Un popolo che ama circondarsi di persone, un popolo che fa sorridere e dimenticare i propri problemi, con una battuta, una canzone o un bel piatto di spaghetti in compagnia. Perché la convivialità, il piacere di stare assieme agli altri e l’empatia, sono tratti caratterizzanti di noi italiani, valori che si concretizzano in modo naturale nel cibo e nella cucina. Una cena o un pranzo, per noi, significa molto di più che consumare un piatto: è sinonimo di una cultura che vede nel cibo un’espressione di creatività, passione e gioia nel far star bene se stessi e gli altri, e che si amplifica massimamente nella condivisione. Stare a tavola è un’esperienza: chi visita l’Italia lo sa bene, e non se ne dimentica facilmente.

Ben descritta, la nostra Italia, quella del cibo, delle passioni e delle emozioni e di tutte le peculiarità che solo essere italiani ed appartenere ad una Nazione, e non solo per le partite di calcio dovrebbe sentirsi accomunata sotto la stessa bandiera

Nord o Sud, che mi debba trasferire ancora oppure no, ringrazio l’adattabilità della mia persona, e l’accoglienza che ho scorto e ricevuto in questo meraviglioso luogo, che mi pregio chiamare casa!

2 pensieri su “Primo Maggio, benvenuta al Sud

  1. Sagge parole hai colto la vera essenza della nostra natura….. Grazie a quei sani valori in cui siamo cresciuti…… Amore…… Amicizia Accoglienza…. Tutte con la A maiuscola un grosso Abbraccio by Giuseppe Panino ; )

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